Aromaterapia

Erbe Medicinali (Fitoterapia)

L’ aromaterapia e le proprietà degli oli essenziali

L’ aromatareapia è un trattamento terapeutico o anche estetico, che utilizza oli essenziali ricavati da corteccia, fiori, frutta e altre piante dal profumo caratteristico.

L’ aromaterapia ha origini antichissime, l’uomo ha sempre utilizzato erbe e piante sia per nutrirsi che per curarsi. Sin dall’antichità i balsami odorosi, quindi tutte le piante odorose e profumate, erano ritenuti la migliore offerta per la divinità; da qui l’idea che queste erbe potessero essere usate per curare i malanni dell’uomo, procurati dall’ira delle divinità. Già nel 4500 a. c un imperatore Cinese, Kiwan Ti, in un trattato parlava di piante aromatiche che lui stesso aveva studiato per le loro caratteristiche terapeutiche. Ogni fiore e pianta aveva un suo simbolo, così: l’ artemisia rappresentava la fedeltà, l’ orchidea la purezza, e cosi via… In India si usavano anticamente, cosi come riportato nei testi sanscriti, aromi come la cannella, la mirra, il sandalo, l’anice e lo zenzero; le donne indù amavano il gelsomino e la rosa. Nell’epopea di Gilgamesh, circa 3000 a. c., si fa riferimento ad una supposta di aromi e circa 700 anni più tardi, in un documento di medicina, si parla di 250 specie vegetali diverse tra cui la rosa che veniva molto usata per lavare il corpo, il viso e sciacquare la bocca, ma anche il pino, il cedro, la mirra, la menta, lacamomilla, l’alloro, il timo, il finocchio e il mirto. Anche gli Egizi conoscevano bene le proprietà di queste piante e producevano, come i mesopotamici, i balsami attraverso la macerazione; loro inoltre usavano gli oli essenziali anche per la mummificazione: le bende venivano impregnate con resine, le viscere venivano riempite con trucioli di legno profumato, il viso veniva ricoperto con sette diversi oli e il corpo con vino di palma e incenso. Anche i Greci usavano i profumi, infatti nel Trattato sui profumi di Teofrasto del III° secolo a. c. si parla delle piante medicinali e delle loro proprietà. A Roma questa cultura e venerazione per le piante e per i profumi arrivò probabilmente in seguito al soggiorno di Cesare e Marco Aurelio in Egitto e prese piede a tal punto che in ’età imperiale l’uso dei profumi divenne una vera moda, soprattutto tra i patrizi. Gli Arabi ebbero per moltissimo tempo il monopolio delle spezie preziose e dei balsami provenienti dall’Oriente. Fu proprio un medico e filosofo arabo, Avicenna, a perfezionare il processo di distillazione delle piante intorno all’anno 1000. In Europa le erbe e gli oli aromatici svolsero un ruolo importante per evitare contagi e cattivi odori; rose,viole e muschio erano usati per profumare i vestiti nelle varie stagioni. Nel IX° secolo la Scuola Salernitana e i suoi medici si occuparono di peste, lebbra e vaiolo che venivano curati con fumigazioni di mirra o chiodi di garofano. Tra la fine del Medioevo e in particolare durante il Rinascimento, venne raggiunto il trionfo dei profumi e l’Italia ebbe il primato della distillazione. Nel 1533 Caterina De medici sposò Enrico di Valois, futuro sovrano francese e portò con sé il suo profumiere diffondendo anche in Francia la passione per i profumi. Il vero “padre” dell’ aromaterapia fu il francese Renè-H. Gattefossè, il quale stava compiendo degli esperimenti in laboratorio, dopo essersi ustionato gravemente, infilò la mano dentro una vaschetta di olio essenziale di lavanda. La scottatura guarì molto velocemente e da quell’evento cominciò a studiare gli effetti curativi di questi oli, fino a pubblicare nel 1928 il suo libro intitolato l’ Aromaterapia, dando un fondamento scientifico ad una terapia nota a tutti da millenni. Negli ultimi decenni, in occidente, l’aromaterapia si abbina con l’agopuntura, un altro trattamento di origini orientali. In Cina si pratica da almeno 5000 anni. Tale disciplina parte dal presupposto che il corpo sia percorso da linee che collegano i vari organi e proprio su queste linee risiedono punti in cui vengono inseriti aghi ai fini curativi. Nei punti in cui vengono inseriti gli aghi vengono anche applicati gli oli procedendo poi al massaggio.

È qui che l’agopuntura si mescola all’aromaterapia. Gli oli essenziali vengono estratti da molte piante, ma non tutte emanano un profumo intenso. L’intensità della profumazione dipende dalla posizione delle ghiandole che contengono l’olio: se sono poste più in superficie allora il profumo emanato sarà maggiore. Questo spiega perché non tutte le piante possono essere sottoposte allo stesso metodo di spremitura.

I principali metodi di spremitura sono 4: • la spremitura, • la distillazione, • la macerazione, • l’estrazione.

La distillazione era già nota nell’antico Oriente ma gli sviluppi più concreti si avranno però solo all’inizio del XIX° secolo.

Oggi i processi di spremitura sono automatizzati, più precisi e raffinati. Dopo l’estrazione dell’olio rimangono delle sostanze che vanno eliminate con la rettificazione.

La spremitura si usa per le piante ricche di essenza come scorze di agrumi, semi di mandorle e di sesamo mentre la distillazione riguarda soprattutto i legni aromatici, erbe e fiori vari. Può avvenire in acqua o in corrente di vapore sfruttando il calore per far gonfiare e scoppiare le ghiandole oleifere che rilasciano i loro contenuto.

Raffreddandosi, l’olio e l’acqua si separano, quindi si raccoglie l’essenza. La macerazione può avvenire a caldo o freddo ed è usata per i fiori delicati, come violette e gelsomini ad esempio, caratteristici perchè continuano ad emettere oli anche fino a due giorni dopo essere stati colti. La macerazione a caldo, 60-70°, serve per i fiori che, dopo essere stati colti, perdono la capacità di emettere oli . Per questi il calore serve proprio a stimolarne la produzione. L’estrazione con solventi volatili consente di estrarre tutto il profumo dalla pianta ma è un’operazione costosa. Capita di trovare oli essenziali non soltanto nelle farmacie e nelle erboristerie, che sono i luoghi in primis deputati alla vendita ma anche nei mercatini o supermercati a prezzi contenuti ma la qualità ne risente xchè sono lavorati sinteticamente e non sono di certa provenienza, non purificati. Le boccette di olio inoltre devono essere rigorosamente in vetro scuro, per evitare che le proprietà dello stesso vengano alterate dalla luce. Una volta fatto l’acquisto l’olio va conservato al buio e al fresco. Così facendo l’olio si mantiene bene per circa 6 mesi. Gli oli essenziali puri hanno una concentrazione del 100%, per cui vanno dosati col contagocce; anche le piante devono essere usate con criterio per far si che l’aromaterapia sia una disciplina davvero benefica. Vi diamo alcuni guggerimenti pratici prima dell’utilizzo.Gli oli essenziali devono essere solo una terapia complementare alla cura farmacologicai. Prima dell’applicazione devono essere diluiti in un olio veicolo. I soggetti allergici o intolleranti prestino molta attenzione Una volta applicato aspettare almeno due ore prima di lavarsi in modo che l’olio abbia il tempo di agire. Evitare contatto con occhi e mucose e acquistare gli oli solo in farmacia o erboristeria. Per l’aromaterapia ci sono essenze come il geranio e la lavanda che non possono mancare,seguono anche il gelsomino, il limone, la menta, la rosa, il sandalo, lo ylang-ylang. In gravidanza sarebbe bene evitare gli oli di achillea, alloro, angelica, canfora, cedro, citronella, finocchio,ginepro, maggiorana, melissa, mirra, origano, rosmarino, salvia sclarea, sassofrasso, timo.





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